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PESCARA – Zeman, quand'era alla Roma, ottenne l'acquisto di Montella centravanti, senza poi poterlo allenare. Da collega anziano gli ha inflitto un dispiacere: l'imprevisto, ma equo pareggio sul campo del Pescara ultimo in classifica ha infatti rallentato la corsa del Milan verso l'Europa League. La foratura va attribuita in ugual misura alla mediocre partita della squadra, alla buona recita di un Pescara dedito nel secondo tempo a una poco zemaniana trincea e alla papera iniziale di Donnarumma, che in coppia con Paletta ha gentilmente donato l'1-0 agli avversari.
La partenza scioccante, insolitamente molle per una squadra di Montella, si è concretizzata col pasticcio del talento più celebrato. Ma non è che l'episodio non fosse stato preceduto da qualche segnale. Il pressing del Pescara, su chi teoricamente doveva avviare l'azione, aveva successo soprattutto perché l'unico milanista davvero deputato alla gestione del palleggio, un pallido Sosa, aveva troppi avversari nei paraggi per potere svolgere il compito. Accadeva dunque che lo smistamento iniziale venisse delegato al troppo compassato Pasalic o addirittura ai difensori, con gli annessi rischi. Zeman chiedeva ai suoi esterni che si catapultassero appunto sui portatori di palla, obbligandoli al passaggio all'indietro e costringendo Donnarumma a giocare coi piedi. Un'uscita di piede del portiere, fino alla trequarti, ha preceduto il fatale retropassaggio di Paletta, pressato da Caprari: il tocco di sinistro del neocapitano (per la panchina di De Sciglio, rimpiazzato da Calabria) era a mezz'altezza e ha finito per trasformarsi in una trappola per Donnarumma, il cui mancato controllo di piede è diventato l'immagine dell'autogol classico: la palla entra piano in porta, mentre il portiere annaspa per agguantarla.Pescara-Milan, il film della partitaPECCATO DI GOLA – Montella ha rimediato alle carenze più vistose di un centrocampo in cui il ritmo era così basso che l'ex Muntari, non certo un modello di dinamismo, reggeva tranquillamente la scena e il diciottenne Coulibaly, lanciato da Zeman dopo breve apprendistato, sembrava ubiquo. Sono bastati l'inversione degli interni Mati Fernandez e Pasalic e soprattutto lo sfruttamento di Deulofeu a destra per mettere a nudo la fragilità del Pescara in fase difensiva, sul centro-sinistra. Per quanto non fosse ispiratissimo nel dribbling, lo spagnolo, con le sue puntate in velocità, ha cominciato a rappresentare il principale problema per Zeman, che per il resto non aveva difficoltà a bloccare manovre prevedibili e cross scontati. Eppure il Pescara, dopo un duetto Benali-Coulibaly interrotto in mischia e un colpo di testa di Ocampos parato da Fiorillo, si è lasciato ingolosire dall'idea del raddoppio. Un pallone perso in attacco e uno sciagurato tentativo di anticipo a centrocampo su Bacca, che ha protetto il pallone e lo ha girato verso Deulofeu, hanno innescato la fuga dello spagnolo: diagonale, respinta di Fiorillo e mischia risolta dalla girata del pareggio di Pasalic.

PALO A FARI SPENTI – Nemmeno i riflettori, nella ripresa, hanno acceso la partita. La colpa è stata più che altro del Milan. Gli slalom di Deulofeu, un po' troppo cocciuto nell'azione personale, erano gli unici lampi nel buio. Un destro di Sosa dal limite dell'area, sull'esterno della rete, ha raccontato la frustrazione di una squadra che non riusciva a trovare soluzioni manovrate, ma soltanto giocate estemporanee, in un contesto tecnicamente povero, nel quale erano eccezioni le preziose veroniche di Benali, l'esterno libico del Pescara assurto a fantasista corridore. Montella ha inserito via via le cosiddette forze fresche, ma non ne ha ottenuto freschezza. L'ex Lapadula ha cercato invano il guizzo, Locatelli e Kucka si sono persi nella palude di un gioco lento. Qualche occasione da gol c'è stata – diagonale di Benali, respinta di Donnarumma, salvataggio di Fiorillo su girata di Lapadula – ma soltanto nel finale il Milan ha prodotto, tardivamente, qualcosa di simile a un assalto. Lo ha introdotto il palo di Romagnoli, di testa su cross di Calabria. Fiorillo ha salvato su punizione di Deulofeu e Campagnaro ha murato in scivolata d'autore un destro ravvicinato di Lapadula. Che a fine partita, con un giro di campo in cui ha dato e ricevuto applausi dall'Adriatico, ha regalato l'immagine più bella di un pomeriggio di inquietante pochezza tecnica.

Pescara-Milan 1-1 (1-1)
PESCARA (4-3-3): Fiorillo – Zampano, Bovo, Campagnaro, Biraghi – Coulibaly, Muntari (21' st Bruno), Memushaj (40' st Milicevic) – Benali, Bahebeck, Caprari (31' st Cerri). All. Zeman
MILAN (4-3-3): Donnarumma – Calabria, Paletta, Romagnoli, Vangioni – Pasalic, J.Sosa (25' st Locatelli), M.Fernandez (31' st Kucka) – Deulofeu, Bacca (13' st Lapadula), Ocampos. All. Montella
ARBITRO: Mazzoleni
Reti: 12' pt autogol Paletta, 40' pt Pasalic
NOTE: Ammoniti Biraghi, Bovo, Paletta, Coulibaly, Sosa, Memushaj, Locatelli, Bruno. Spettatori 22 mila.

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