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Michele Emiliano supera lo sbarramento del 5 per cento a livello nazionale prevale su Matteo Renzi nelle preferenze fra gli iscritti dem, almeno nella sua Puglia dove conquista più di 10mila voti e il 42,8 per cento delle preferenze. Questi i due dati che emergono al termine dell'ultima giornata di votazioni nei circoli del Pd. Dunque, il prossimo 30 aprile nelle primarie aperte anche ai non iscritti, sarà sfida a tre. Non era scontato fino a qualche giorno fa, quando il governatore arrancava nei voti e si temeva una sua clamorosa esclusione dalle primarie. Per accedervi, infatti, era necessario che ogni candidato superasse la soglia del 5 per cento dei voti fra i tesserati del Pd.

Emiliano supera, anche se di poco, quella soglia. Secondo fonti renziane su 4mila circoli scrutinati (sul totale di 8mila circoli) il governatore dovrebbe attestarsi attorno al 6,5 per cento, con circa 13mila voti. Nettamente staccato dagli altri due contendenti per la segreteria: Matteo Renzi al 68,2 per cento (141mila voti) e Andrea Orlando al 25,4 per cento (52mila voti). Conferma il superamento della soglia del 5 per cento anche il sito YouTrend, che per tutta la durata delle votazioni nei circoli ha monitorato i dati: secondo una proiezione su 100mila voti, Renzi ottiene il 67,5 per cento, Orlando il 25,5 e Emiliano il 7 per cento.

Molto più equilibrata la situazione in Puglia, dove alla fine prevale Emiliano. Su 24.571 iscritti pugliesi andati a votare, il governatore ottiene il 42,8 per cento delle preferenze, totalizzando 10mila 519 voti. Riesce dunque a lasciarsi alle spalle Renzi che si ferma al 40,3 per cento e 9914 voti. Terzo Orlando con il 16,8 per cento e 4138 voti. Svariati i risultati che emergono dalle province. Nei 49 circoli della federazione provinciale di Bari, vince il governatore con il 51 per cento delle preferenze e 3.627 voti. Indietro l'ex premier fiorentino al 40 per cento (2846 voti). Terzo il ministro della Giustizia all'8,4 per cento (599 voti).

A Bari città, invece, prevale la fazione renziana: su 1810 votanti, 994 (pari al 55 per cento) votano per Renzi, 691 per Emiliano (38 per cento), e 125 per Orlando (7 per cento). Troppo pesante il sostegno dato all'ex premier sia dal sindaco Antonio Decaro che dal segretario regionale del Pd, Marco Lacarra.

Il governatore vince anche in provincia di Taranto, con 1282 voti, superando il 50,5 per cento delle preferenze (seguono Renzi con 1184 voti e il 46,6 per cento e Orlando con soli 72 voti e il 2,8 per cento). A Brindisi prevale l'ex premier con 892 voti e il 45 per cento delle preferenze, seguito da Orlando al 29,8 per cento (590 voti). Solo terzo Emiliano al 24,9 per cento (493 voti). Renzi vince pure a Foggia.
Ma anche nella serata conclusiva delle votazioni fra gli iscritti non mancano le polemiche.

A scatenarle sono ancora una volta gli orlandiani che già nei giorni scorsi avevano minacciato di ritirarsi dalle votazioni in alcuni circoli in Italia, tra cui quello di Barletta, per denunciare le anomalie nei tesseramenti, decisione poi ritirata dopo l'annullamento di 569 tessere online nel circolo barlettano. Ora la stessa polemica scoppia a Lecce, dove guarda caso le operazioni di voto si prolungano fino a tarda sera: "Abbiamo deciso di non presentare la lista dei delegati alla convenzione del circolo della città di Lecce in assoluta coerenza con l'impostazione che la mozione, che sostiene Andrea Orlando, ha assunto sin dai primissimi giorni del congresso" ha dichiarato il parlamentare dem salentino Fritz Massa.

"Non solo si è registrato un anomalo incremento delle tessere, ma, come è facile evincere dai resoconti fotografici, lo squilibrio fra i partecipanti alla convenzione ed il numero dei votanti ha assunto dimensioni irragionevoli, in un contesto nel quale circa 250 tessere su 600 non sono state ritirate dai "titolari", ma da un unico soggetto che ha versato l'intero importo. Un indizio non vale nulla – attacca lo storico amico di Massimo D'Alema – due indizi autorizzano un sospetto, tre indizi costituiscono una prova. E quindi vi è la prova che la convenzione del circolo di Lecce non legittima l'esito del voto".

La polemica però è destinata ad allargarsi, anche perché la tesi degli orlandiani è sostenuta pure dai sostenitori di Renzi: "Il congresso a Lecce – dice Alessia Fragrassi,

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