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Era già venuto il suo predecessore, il papa emerito Benedetto XVI. Oggi tocca a papa Francesco essere in Emilia Romagna, per la visita alle zone colpite nel 2012 dal terremoto. L’elicottero del Pontefice atterra al campo di rugby e pista di atletica «Dorando Pietri» della cittadina emiliana. Due saranno i momenti centrali della visita: la Messa di questa mattina in piazza Martiri a Carpi e l’incontro con le popolazioni terremotate questo pomeriggio a Mirandola. Come ha detto a Vatican Insider il vescovo monsignor Francesco Cavina, il Pontefice «viene per rianimare i cuori alla speranza e per aiutare la comunità a ritrovare la sua vocazione».

L’atterraggio dell’elicottero con a bordo il Papa avviene con circa 10 minuti di anticipo rispetto al previsto. Salutato dagli applausi e dalle grida dei fedeli presenti ai bordi del Campo di rugby e di atletica, Francesco – che è accompagnato dal sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu, e dal prefetto della Casa pontificia, monsignor Georg Gaenswein – è accolto da Cavina, dal presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, dal prefetto di Modena, Maria Patrizia Paba, dal sindaco di Carpi, Alberto Bellelli e da altre personalità.

Il Papa si trasferisce quindi con la papamobile aperta verso piazza Martiri dove, alle 10,30, presiede la concelebrazione della Messa, sul sagrato della cattedrale.

Già dalle prime ore di questa mattina si è riempita piazza Martiri in attesa dell’arrivo di Francesco.

Nell’immensa spianata davanti alla cattedrale – inaugurata sabato dal segretario di Stato Vaticano cardinale Pietro Parolin a conclusione della ricostruzione post-sisma – tanti fedeli sono arrivati già prima delle 3, ma c’è chi, da mezzanotte, si è accampato, con tanto di copertina, per aspettare il Pontefice.

«Sono qui da mezzanotte – racconta Matteo di Carpi – ne vale la pena. Francesco è un Papa che sta molto in mezzo alla gente. La sua vicinanza si sente forte: si vede e si sente che ama le persone, che si preoccupa, soprattutto di quelle in difficoltà: vale la pena di essere qui». E mentre la piazza e le vie vicine brulicano di fedeli, volontari e scout corrono da una parte all’altra per aiutare i tanti che chiedono informazioni, i tanti che hanno preso posto sulle 15mila sedie preparate per assistere alla funzione, iniziano a pregustare l’incontro con il Papa.

«Noi – racconta Annamaria Bulgarelli, carpigiana in piazza con il figlio – siamo qui dalle 3, ma c’è chi è arrivato prima. Quella del Papa è una presenza forte: la sua è una vicinanza che si sente forte, come quella di un padre. È davvero, come diceva, il pastore in mezzo alle sue pecore, il pastore che odora delle sue pecore. Ci porta la speranza e la fede: è lui che tiene insieme le anime della Chiesa, è lui che occupa gli spazi con la sua presenza, lasciando un segno».

Quella di papa Francesco è la seconda visita di un Pontefice, nella bassa modenese, dopo il sisma del 2012. A un mese dalle scosse che colpirono l’Emilia fu papa Benedetto XVI, il 26 giugno di quell’anno a portare il suo segno di vicinanza toccando la stessa Carpi e la «zona rossa» di Rovereto di Novi.

Dopo avere celebrato la Messa – in cui è prevista la benedizione di tre prime pietre: della chiesa nuova della parrocchia di Sant’Agata di Carpi, della casa di esercizi spirituali di Sant’Antonio in Mercadello e della «cittadella della carità» di Carpi – il Papa reciterà l’Angelus per poi pranzare nel Seminario vescovile e incontrare sacerdoti, seminaristi e religiosi. A pranzo ci saranno anche il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna, uno degli autori dei dubia sull’esortazione post sinodale «Amoris laetitia»; e monsignor Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara, che ha accreditato l’ipotesi del presunto complotto internazionale e interno al Vaticano per far rinunciare al pontificato Papa Ratzinger.

Nel pomeriggio, il trasferimento in auto a Mirandola, dove Francesco visiterà il duomo, ancora inagibile dopo il sisma del 2012 e terrà un discorso sulla piazza attigua. Ultima tappa la parrocchia di San Giacomo Roncole, per un omaggio alla stele dedicata alle vittime del terremoto prima del rientro in Vaticano con il decollo dell’elicottero, previsto alle 17,30 dal vicino campo sportivo.

Ci sono anche decine di cittadini argentini a Carpi per seguire la visita di papa Francesco «Un Papa argentino non ci capiterà mai più di vederlo dal vivo – spiega una famiglia residente a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, arrivata in piazza Martiri con la bandiera col sole – dovevamo esserci. Per noi è favoloso. Francesco? È sempre stato un Papa vicino al popolo e poi è anche di Buenos Aires, proprio la nostra città».

Alla Messa del Papa è presente pure una signora di 103 anni.

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