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Arretrati Imu, botta e risposta Boschi-Appendino

La sottosegretaria Boschi (fermo immagine 'SkyTG24') e la sindaca Appendino (FOTOGRAMMA)

Pubblicato il: 02/04/2017 14:34

"La sindaca Chiara Appendino sa bene che quei 61 milioni non sono dovuti al comune di Torino che, come altri comuni, ha in qualche modo ottenuto le risorse dovute, attraverso un accordo con l'Anci, che riguarda tutti i comuni in generale". Lo ha detto la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, ospite dell''Intervista' su 'SkyTg24'.

"Noi cercheremo di fare fronte alle esigenze dei comuni ma se sono giuste, legittime. Il comune di Torino – ha aggiunto Boschi – negli anni passati ha avuto le risorse che erano state stabilite e che il comune ha utilizzato in altro modo".

Di avviso diverso la sindaca. "Non lo dice Chiara Appendino che quei 60 milioni spettano a Torino ma due sentenze, una del Tar e l'altra del Consiglio di Stato", replica in una nota la prima cittadina del capoluogo piemontese, a proposito delle risorse previste dal fondo perequativo Imu-Ici di cui nei giorni scordi aveva esortato la restituzione.

"Il Governo dovrebbe avere con le amministrazioni locali un rapporto istituzionale e non legato all’appartenenza politica, cosa che dalle dichiarazioni di Boschi mi sembra che non avvenga per Torino. Faccio appello affinché tutta la città si unisca a noi in questa battaglia che è una battaglia per la nostra comunità e per tutti i torinesi", aggiunge facendo riferimento alle dichiarazioni della sottosegretaria Boschi.

"Gli esiti delle due sentenze dei giudici amministrativi certificano la correttezza dei calcoli effettuati dai nostri uffici – aggiunge Appendino – per questa ragione abbiamo deciso di rimettere la questione al Consiglio di Stato con un ricorso di ottemperanza che sarà notificato nei prossimi giorni ai ministeri. Come sono state trovate soluzioni transattive per altri comuni come Lecce, tramite l'inserimento di un emendamento specifico nella finanziaria, ci saremmo aspettati lo stesso trattamento per Torino. Chiediamo – conclude Appendino – niente di più e niente di meno di ciò che ci è dovuto".

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