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In una location storicamente adorata dai socialisti, Stefano Parisi, che fu del Psi, pone le basi per una costituente di centro. Si candida a leader di questa nuova compagine, e fissa la data delle primarie, l’8 ottobre.

Hotel Ergife, zona sud della Capitale. La convention parisiana è fissata per le 15, ma già attorno all’ora di pranzo c’è aria di fibrillazione perché, annota Felice da Agrigento, «oggi rinasce il centrodestra».

Nella hall dell’albergo passeggia Alberto Bombassei, patron della Brembo e oggi parlamentare di “Civici e Innovatori”. Il quale non si sbilancia sul progetto del manager: «Sono amico di Stefano da diversi anni. Ci conosciamo dai tempi di Confindustria. Ma sono qui in veste di osservatore. Aspetto di sentire qual è il progetto politico prima di proferire verbo e aderire a qualsiasi cosa». Sorride Bombassei quando poi il discorso vira su Silvio Berlusconi, l’eterno leader del centrodestra: «Fra Parisi e Berlusconi si è consumato un amore iniziale. Ma voi lo sapete come finisce con il Cavaliere, è sempre così…».

In fondo, il flusso di gente che varca l’ingresso dell’Ergife per applaudire Parisi ha nostalgia del Silvio Berlusconi che nel ’94 decise di scendere in campo per «evitare che il Paese finisse ai comunisti». Ci sono imprenditori, liberi professionisti. C’è quel ceto medio che ha sempre spinto per la ricchezza e per la meritocrazia.

Non mancano però le facce di un centrodestra ormai diviso in mille rivoli. Ecco dunque sfilare Gabriele Albertini, da sempre tifoso di «Stefano»: «Sarà lui – afferma alla Stampa – il leader del nuovo centro». Eppoi ci sono Maurizio Sacconi, Raffaele Bonanni, l’ex ministro all’Ambiente Corrado Clini, il siciliano Nello Musumeci, e anche il verdiniano Ignazio Abrignani. Spazio anche a pezzi del mondo cattolico come Luigi Amicone, oggi consigliere comunale di Milano, e Gianluca Cesana, leader laico di Comunione e Liberazione.

C’è questo e tanto altro nella mega sala dell’Ergife, dove siedono oltre 130 circoli di Energie per l’Italia e dove Emanuele, speaker per un giorno, annuncia che «a Gela c’è stato il record di iscritti». Un’affermazione che lascia di stucco una signora ben vestita munita di borsa griffata che sogghigna: «Ma Gela non è uno dei comuni della Sicilia con il più tasso di criminalità? Annamo bene…». Riccardo Puglisi, economista, entra in punta di piedi e sarà una della voci che scalderà la platea con un intervento sulla moneta europea. Defilato Claudio Scajola, che preferisce tenersi distante dalla prime file. La gente lo riconosce e viene riempito di abbracci. «Ho controllato bene dalla posizione in cui mi trovavo. C’erano persone che provenivano da tutte le parti d’Italia, e ho visto anche molteplici facce di Fi che mi hanno accolto con tanto calore». Ma il progetto di Parisi risulta compatibile con il Cavaliere? L’ex coordinatore di Fi ne è più che convinto: «Compatibilissimo. Mi auguro che sia un’ulteriore passo avanti per ricostruire il centro dello schieramento. Perché oggi al centrodestra manca il centro».

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