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«Io se non vinco non rimango. E vincere vuole dire conquistare un titolo. Il mio discorso è sempre stato questo, da quando sono tornato». No, non è proprio così. E, stavolta, la virata è inequivocabile. Perché mai Spalletti, almeno in pubblico, si era spinto a tanto, alzando l’asticella davanti al suo futuro. In altri passaggi dei suoi precedenti sfoghi, pure i più soft, ha spesso lasciato accesa la speranza di chi alla Roma se lo terrebbe comunque stretto, facendo intendere che magari sarebbe anche bastato il raggiungimento del 2° posto che vale l’accesso diretto alla prossima Champions.

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